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I personaggi

Personaggi nati o vissuti a Montiano


Anselmo Gianfanti - Pittore 1857-1903

Nasce a Montiano il 28 settembre 1857 da Giacomo e Luigia Fabbri; il padre calzolaio abita con la famiglia in casa di certo Enrico della Rosa, ubicata nell’agglomerato di casupole della piazzetta Malatesta.
La numerosissima famiglia si trasferisce a Cesena quando Anselmo è ancora molto giovane.
Mentre due sorelle diventano Terziarie e si dedicano ad iniziative d’assistenza, il fratello Candido si laurea in medicina, ma prematuramente muore.
Anselmo, invece, si esercita al disegno sotto la guida del prof. Giovanni Magazzati, della scuola Tecnica di Cesena, per poi frequentare, all’età di vent’anni e grazie ad una borsa di studio comunale, il Regio Istituto di Belle Arti di Firenze. Altri spostamenti lo portano a Napoli, Roma, Venezia mentre nel tempo libero, trascorso a Cesena, frequenta gli artisti Tullo Golfarelli, Paolo Grilli e Bonavita.
Muore a Cesena l’11 gennaio 1903, all’età di 46 anni, a causa della tisi che lo affligge da tempo.

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Per saperne di più

Anselmo Gianfanti
"bohémien del buono antico stampo"
1857 - 1903
Romano Pieri / Comune di Montiano

L'ingegno non la fortuna
Anselmo Gianfanti
(Montiano 1857 - Cesena 1903)
Orlando Piraccini / Comune di Montiano




Martiri in Cina nel 1900 - Santi il 1° ottobre 2000.

Il fatto.
Mons. Gregorio Grassi, Mons. Francesco Fogolla, Padre Elia Facchini, tutti della Provincia Francescana di Bologna, caddero martiri per mano della spada dei Boxers, guidati dal persecutore Ju-sien, il 9 luglio 1900 a Taiyuanfu, insieme a p. Teodorico Balat, fr. Andrea Bauer, sette suore francescane Missionarie di Maria, cinque seminaristi indigeni e nove domestici, anch’essi indigeni, che vollero, con i lori Padri, condividere la gloria del martirio.
La stessa sorte toccò, nello Shansi e nell’Hunan, a più di 30000 fedeli, uccisi per la loro fede cristiana.


La vita.
* San Gregorio Grassi - Vescovo
Nasce a Castellazzo Bormida (Alessandria) il 13 dicembre 1833 e lo stesso giorno è battezzato con il nome di PierLuigi. Educato nei sani principi della religione e nella devozione della Madonna, il 12 novembre 1848 veste il saio francescano nel convento di Montiano, assumendo il nome di Gregorio. Preparatosi al sacerdozio nei vari conventi francescani sparsi in Emilia Romagna, fu consacrato il 17 agosto 1856 divenendo figlio della Provincia Francescana di Bologna. Come missionario, nel 1860, è mandato in Cina: prima nelle varie località, poi nella capitale dello Shansi Taiyuanfu, ove erige orfanotrofi e case per la gioventù.
Nominato, nel 1876, Vescovo coadiutore del Vicario apostolico dello Shansi, Mons. Moccagatta, affronta difficoltà d’ogni genere, adoperandosi indefessamente contro carestie, fame e peste. Riedifica un celebre santuario mariano detto della “Porziuncola”; è assiduo nelle opere di evangelizzazione.
Alla vigilia del martirio, sollecitato da più parti a fuggire e nascondersi, il Santo risponde: “Fin dall’età di dodici anni desiderai e chiesi a Dio d’essere martire, e ora che è giunto il sospirato momento dovrei fuggire?”
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* San Francesco Fogolla - Vescovo
Nasce a Montereggio (Massa Carrara) il 4 ottobre 1839. Trasferitosi con la famiglia a Parma, viene a contatto con i Frati Minori dell’Annunziata e, quindi, la vocazione francescana e missionaria. Veste il saio francescano nel 1858 e compie gli studi filosofici nel convento della SS. Annunziata di Bologna. Ordinato sacerdote il 19 settembre 1863, parte per le Missioni della Cina il 13 dicembre del 1866: destinazione Taiyuanfu, nello Shansi, con Mons. Grassi.
Insegnante, difese energicamente tutti, cristiani e pagani, dalle controversie ed abusi perpetrati ai poveri, così da essere considerato il “migliore avvocato dello Shansi”.
Nel 1897 lo troviamo, accompagnato da 4 seminaristi cinesi, all’Esposizione internazionale di Torino; quest’occasione gli permette di esporre alla Santa Sede ed al proprio Ordine le necessità della Missione. Nominato coadiutore di Mons. Grassi e consacrato Vescovo a Parigi il 24 agosto del 1898, il 12 marzo 1899 ritorna in Cina con un gruppo di 9 giovani missionari e 7 suore francescane missionarie di Maria.
Al lavoro nella nuova sede è inghiottito dalla tempesta sociale del 1900, la rivolta del Boxers.
Al fratello, che lo esortava insistentemente a mettersi in salvo ritornando in patria, scriveva: “Desidero morire combattendo contro l’inferno per essere più vicino al Cielo”.


* Sant’Elia Facchini - Sacerdote
Nasce a Reno Centese (Ferrara) il 2 luglio 1839; carattere alquanto simile al Profeta di cui porta il nome: rude, virile incapace di compromessi. Celebre la sua risposta ai tiranni di Taiyuanfu: “La mia fede è d’acciaio; si spezza, ma non si piega”.
Ancor giovane è accolto tra i Figli di San Francesco e vive l’anno di noviziato nel convento francescano delle Grazie di Rimini. Fa la professione religiosa perpetua il 1 novembre 1859 ed è consacrato sacerdote il 18 dicembre 1864.
A causa della soppressione degli Istituti Religiosi, da parte del governo italiano, nel 1866 ottiene di essere inviato come missionario in Cina dove si reca nel 1868 e precisamente a Taiyuanfu, dove riabbraccia il suo vecchio compagno di studi p. Fogolla.
Qui dirige in modo magistrale ed altissimo impegno il seminario di questa città, insegna lettere e teologia e compone un grande dizionario latino-cinese. Nel 1893 diviene Superiore e Maestro dei novizi francescani nel convento di Tun-ol-Kou dove rimane dieci anni. È poi richiamato nel Seminario diocesano, rettore stimato e impareggiabile forgiatore di sacerdoti.
Presagendo il martirio vicino, unisce attorno a se i suoi giovani seminaristi; e prima di essere sacrificato ripete ai confratelli, alle suore, ai tanti fedeli: “Se mi ammazzeranno, andrò in Paradiso più presto. Il mio corpo è già logoro. Ringrazierò il Signore se dovrò morire per la Religione”.




Data ultima modifica: 24/09/2005